Sito web per professionisti: perché è indispensabile e 5 errori che forse stai facendo

Nel 2026 una solida presenza digitale non è più un vezzo per pochi ma è la base su cui poggia la tua credibilità professionale agli occhi del pubblico. Tuttavia molti professionisti finiscono per affidarla a sistemi fragili o addirittura di farsi scippare la voce da sistemi automatici. 

Ecco i 5 errori che non devi assolutamente commettere per non compromettere la tua presenza online e perché hai bisogno di un professionista al tuo fianco per evitarli.

1° errore – Non avere un sito web

Ma non sarai anche tu tra quei professionisti che ancora non hanno un sito web? 

Che tu sia uno di quelli che “a cosa mi serve il sito che ho già la pagina Facebook!” o addirittura uno di quelli della vecchia scuola che si arrangiano con il passaparola o alla peggio con le Pagine Gialle (spoiler: le Pagine Gialle si sono spostate su Internet anche loro) temo che prima o poi ti dovrai rassegnare.

Se ancora hai dei dubbi e ti stai chiedendo se ti serva o meno prova a valutare come si comportano i tuoi clienti e in generale gli utenti nell’era dell’Internet e dell’intelligenza artificiale. Oramai ci si aspetta che un professionista, un consulente, ma anche un artigiano, abbia una pagina dove ci sia scritto chi è, cosa fa e come lo si può contattare. 

E no, non bastano i social. Prima di tutto perché il social non è uno spazio tuo: sei solo un ospite con pochissime garanzie. La tua presenza on-line (post, contatti, dati analitici)  può essere spazzata via da una modifica dell’algoritmo, da una segnalazione pretestuosa da parte di un cliente insoddisfatto o peggio di un competitor poco onesto. I tuoi contenuti non sono tuoi e soprattutto non lo sono i contatti che faticosamente ti sei creato. È tutto di proprietà della piattaforma.

Proseguiamo. Se prima la pagina Facebook compariva abbastanza agevolmente nei motori di ricerca oggi, gli assistenti come ChatGPT e Copilot hanno bisogno che le informazioni siano etichettate in un certo modo (si chiamano dati strutturati, poi ti spiego meglio) per poter essere comprese e suggerite agli utenti. I post dei social sono troppo frammentati e incasinati per poter trovare agevolmente le informazioni essenziali.

In definitiva non ha più senso rimandare. Metti in budget la realizzazione del tuo sito web: la storia ti darà ragione.

2° errore – Cadere nella trappola del sito gratis

Lo so che a questo punto ho già smesso di esserti simpatica ma ho le mie ragioni: sicuramente la sai anche tu quella che dice che se qualcosa è gratis il prodotto sei tu.

Nel caso delle piattaforme che ti permettono di creare il tuo sito in pochi minuti (che poi lo so che ti pianti e lo lasci a metà per settimane) a costo zero il guadagno è tutto loro mentre gli svantaggi per te sono molto concreti:

  • Il danno d’immagine. Non ci fai una figura di grande professionalità se il tuo sito si chiama iltuonome.ilnomedellapiattaforma.com e sulla tuo home page c’è un banner che pubblicizza la piattaforma stessa e che magari ti distrae il cliente proprio mentre stava per approfondire (aggiungendo pure la beffa)
  • La percezione di poca autorevolezza. La mancanza di un nome dominio proprietario comporta che anche la tua mail “professionale” sarà quella di Gmail o di Yahoo. Non va bene.
  • Lentezza del sito e conseguente tasso di abbandono altissimo (nessuno ha più la pazienza di aspettare un caricamento lento)
  • I problemi in fatto di compliance alle normative del trattamento dei dati. Alcune piattaforme mostrano per esempio un banner cookie generico ma non permettono di bloccare il tracciamento esponendoti al rischio di sanzioni legali.
  • Problemi sulla SEO. Non ti far respingere dal termine tecnico: questa cosa ti interessa! Stai su Google per farti trovare e la SEO è tutto ciò che permette a Google di spedire il tuo sito a chi ti cerca. Sulle piattaforme la SEO è un’arma spuntata, per dirla un modo generoso. 
  • La proprietà dei contenuti. Quella è tua, senza imbrogli, ma la struttura, il design e anche il posizionamento su Google che hai faticosamente messo insieme sono della piattaforma. Se decidi di spostarti altrove devi ricominciare da capo.

Tutte queste cose importanti che ti ho elencato non è che non ci sono sulle piattaforme, ci sono eccome, ma nel piano a pagamento. E qui sta la gabola. In un sito fatto da un professionista (o anche fai da te con WordPress, su un servizio di hosting gestito come Siteground o Hostinger) la maggior parte di queste funzioni sono incluse o si possono aggiungere gratuitamente. 

Se hai voglia di smanettare (io sono a totale favore!) questa è la soluzione migliore. Se invece avevi scelto le piattaforme perché il web design non è l’attività con cui vorresti riempire le tue prossime domeniche faresti meglio a rivolgerti ad un professionista.

Fai i tuoi conti ma ricordati di considerare oltre ai soldi che spendi per un servizio professionale anche quelli che perderesti lasciando le cose così come sono. 

3° errore – Farsi scrivere i testi dalla Intelligenza Artificiale

Ci hai fatto caso anche tu? Tutti scrivono i testi con l’AI ma nessuno vuole leggere testi scritti con l’AI. Il cortocircuito è palese, ma che si fa?

È stato stimato che un utente giunto sul tuo sito ci metta mezzo secondo per capire se puoi essergli utile. Ora, io in mezzo secondo non capisco neanche dove sono ma assumiamo pure che il tempo per agganciare un utente sia poco, non so quanto di preciso, ma poco.

Possiamo aspirare a conquistare il cuore del nostro prezioso contatto con un testo appassionante come il bugiardino dell’aspirina?

La AI, specie se non sai esattamente cosa farle fare, scopiazza e rielabora come se non ci fosse un domani quello che c’è in giro. Come puoi pensare di uscire dal mucchio con una presentazione che è la summa di tutto quello che il tuo cliente ha già letto e stra letto?

Scrivere con l’AI è facile, talmente facile che lo fanno tutti. Estremamente più difficile è centrare il punto di chi sei tu, di cosa hai di diverso dagli altri da offrire. Perché qualcuno dovrebbe scegliere te.  E non dirmi perché sei competente! La competenza la diamo per scontata e non può essere un fattore discriminante a meno che tu non abbia un competitor che dichiara apertamente di essere un incompetente.

Lo so, è difficile guardare la propria attività da fuori e capire cosa ci distingue dalla massa. Un copywriter sa costruire una proposta di valore chiara che risponda alla domanda del tuo cliente “Perché dovrei scegliere proprio te?”. Possibilmente già nella prima riga.

4° errore – Parlare di sé e non del cliente

Quanti “leader del settore” possono verosimilmente esserci in un settore, quale che sia? Ecco mi hai capito. Al cliente che arriva sul tuo sito, di te, della tua storia e della tua azienda, spiace che tu lo venga a sapere da me, interessa il giusto. O meglio interessa sapere cosa puoi fare per lui, quale problema sei in grado di risolvergli. 

La pagina dei servizi non deve essere un elenco di quello che sai fare tu ma una presentazione di quello che ottiene lui. La distinzione magari può sembrarti troppo sottile ma ti assicuro che fa tutta la differenza. Un copywriter questa cosa la sa fare.

Non parliamo poi della pagina “Chi siamo” dove ho visto cose… 

Un copywriter trasforma la tua esperienza in un racconto in cui il visitatore può capire se sarai capace di risolvere il suo problema. La storia è la tua ma il protagonista deve sempre essere lui.

5° errore – Creare un “Sito Vetrina” passivo

Stabilito che non è il caso di aprire un sito con i servizi gratuiti per i motivi che abbiamo detto, per quasi gli stessi motivi non è neanche il caso di costruire una cattedrale nel deserto.

Un sito anche se bello (o addirittura bellissimo) senza una strategia, non serve a niente. Ovviamente è meglio di non averlo affatto: può fungere da vetrina, da biglietto da visita on line, ma senza una strategia difficilmente ti porterà clienti. 

Ma questa strategia? Sempre la SEO. 

La struttura e il nome delle pagine che comporranno il tuo sito, i testi e le immagini devono essere decisi a fronte un’analisi dei tuoi clienti e del tuo prodotto. Occorre fare una ricerca delle tue parole chiave, cioè delle domande che i tuoi clienti pongono a Google o al loro assistente virtuale quando ti cercano e disegnare il sito attorno a queste. Solo così sarai trovato da chi ha effettivamente bisogno di te.

E poi di questo traffico in entrata cosa facciamo? 

La strategia stabilisce anche cosa vogliamo che il visitatore faccia (prenda un appuntamento, prenoti una consulenza, compili un modulo?) e costruire per lui un percorso che lo accompagni fino a lì fugando i suoi dubbi e dandogli le conferme che cerca.

E quindi? Fai una ricerca, valuta le alternative e affidati ad un professionista che ti dia fiducia. Scegli un servizio che sia a misura tua e del tuo business ma che sia scalabile perché siamo qui per crescere. Se vuoi puoi partire dando un’occhiata al mio servizio per la presenza digitale per professionisti e piccole imprese. Poi ti aspetto per una chiacchierata!

Marika De Girolami
Marika De Girolami

Copywriter | SEO Content Writer | Pinterest SEO Specialist | Scrivo contenuti cristallini e divertenti per Brand di carattere.

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