Tempi duri per noi blogger: le AI Overview si mangiano le visualizzazioni e i proventi pubblicitari sono in picchiata, ma mentre gli smanettoni scoprono come domare la GEO, noi possiamo aggirare l’ostacolo e portare nuova linfa ai nostri blog attraverso Pinterest. Non ci credi? Te l’avevo detto che Pinterest che non era un social come gli altri. Dammi fiducia che ti mostro come fare. Ma prima fammi fare un preambolo, ti prometto che arrivo presto al punto.
Da più parti si odono voci di apocalisse che parlano di morte della SEO e di rottura del patto fondamentale del web.
Ma mentre la prima sta benone, anzi pure cresce, sviluppando GEO e AIO, due propaggini nuove, di cui parlerò diffusamente quando qualcuno sarà in grado di spiegarmi con esattezza la differenza; il secondo lo vedo malino anche io.
Come blogger e creatori di contenuti di informazione e intrattenimento, abbiamo da sempre un patto chiaro con Google o chi per esso: noi ci facciamo un mazzo tanto nel creare contenuti interessanti e di valore, li dopiamo giusto un pochino con la SEO per farli capitare nelle prime posizioni della ricerca ma poi possiamo monetizzare il traffico che arriva (o trasformarlo in clienti se si tratta di un blog aziendale). Adesso ad ogni domanda dei nostri (ex?) lettori l’AI risponde in due righe striminzite e ciao, ricerca finita, traffico addio.
Eppure quei contenuti che l’AI spiattella con quella sicumera li avevamo scritti noi!
Questa immane tragedia mi tocca in prima persona in quanto blogger di vecchia data, che con fatica ancora regge su alcuni post piazzati bene e talmente strani e articolati che probabilmente l’AI si rifiuta di rimasticare, segno che personalizzare allo stremo contenuti, punti di vista e stile di scrittura è ancora la miglior difesa contro questi robottini sotuttoio.
Tuttavia il canale che meglio regge lo sbando del 2026 e continua a darmi soddisfazioni nonostante lo stia trascurando da mesi e mesi – Coming soon, Il Figlio del Calzolaio ha le scarpe rotte – è il vecchio Pinterest che mi fa girare Pin del ‘24 che ancora inesorabilmente mi portano visite al blog.
Stai pensando che il tuo brand non sia abbastanza aestethic per Pinterest? prova a considerare i tuoi post da un altro punto di vista.
Pinterest, te l’ho già raccontato, è un motore di ricerca visivo, un luogo tranquillo dove le persone cercano ispirazione per i loro progetti: da cosa cucinare con il sedano rapa a dove andare in ferie la prossima estate passando da come rinnovare il terrazzo, come cucire un prendisole, rifarsi il look o imparare qualcosa di nuovo.
Sono sicura che la maggior parte dei blog siano scritti per risolvere un problema delle persone, educarle, ispirarle a compiere una piccolissima trasformazione. Se il tuo blog ha questo obiettivo probabilmente su Pinterest c’è spazio anche per te. Ma bisogna agire adesso. Pinterest sta velocemente svoltando verso una piattaforma di acquisto ma i suoi utenti non sono ancora pronti a diventare solo degli acquirenti.
Ci sono ancora praterie di opportunità.
Parliamo di:
I vantaggi di portare traffico al blog con Pinterest
Il traffico è il vantaggio più evidente. Pinterest ama i contenuti freschi ma non smette mai di riproporre quelli vecchi se ancora intercettano le ricerche e i click delle persone. Piazza qualche post evergreen e girerà per un bel pezzo.
I Pin poi sono indicizzati da Google e i link in entrata del tuo blog, costituiscono backlink reali da un dominio autorevole che per la SEO è oro. Inoltre possono comparire nella ricerca Immagini di Google dandoti un altro canale di visibilità.
Dal canto suo il blog è una fonte inesauribile di contenuti da riversare su Pinterest. Per ogni post puoi trovare sottotarget, angoli e benefici diversi e creare per ognuno contenuti specifici.
Pinterest poi è utilizzato da tanti come segnalibro pubblico. Se inserisci nel tuo blog delle immagini adatte saranno i lettori a salvarle sulle loro bacheche facendo parte del lavoro per te.
Vale per il blog di ricette, vale per il blog del centro estetico di Bergamo. Se stai usando il blog per portare clienti alla tua attività locale, Pinterest funziona esattamente allo stesso modo, con il vantaggio che intercetta persone già in modalità acquisto.
Un’altra cosa che piace ai markettari come noi… le analytics di Pinterest sono dettagliatissime. Vedi sia il dato di visualizzazioni, salvataggi e clic in uscita in aggregato per il periodo sia relativo ad ogni singolo Pin, senza limiti, anche se sono 2, per dire.
Insomma il quadro è chiaro: blog e Pinterest si tengono in piedi a vicenda e più li curi insieme più i risultati si moltiplicano. A questo punto vorrai sapere come fare, immagino. E chi ci sto a fare io sennò?
Come collegare Pinterest al tuo Blog
Se il tuo blog è già avviato e hai già un discreto numero di articoli ben piazzati disponi di una base favolosa per partire alla grande, oltre che a montagne di materiale che hai già a disposizione. Ti spiego quali passi seguire
Innanzitutto poni le basi per una sinergia perfetta:
- Devi avere un Account Business, è gratuito, puoi aprirne uno o convertire uno esistente.
- Usa il tuo dominio come nome profilo se disponibile
- Reclama il tuo dominio (ci sono le istruzioni), questo fa sì che le immagini salvate dal tuo blog dai tuoi lettori vengano attribuite al tuo profilo
- Installa il Pulsante per salvare le immagini del tuo blog su Pinterest
Fatto questo arriva la parte difficile, ma neanche poi tanto.

Inserisci la tua parola chiave principale (“ricette vegane”, “viaggi di gruppo”, “orecchini di pietre dure”) e prendi nota delle ricerche suggerite, dei titoli dei primi pin che appaiono, delle ricerche correlate nei box sparsi nella pagina… Queste sono le tue preziose Keywords che dovrai usare nei punti strategici di Pinterest:
- Nome del profilo e descrizione
- Titoli e descrizione delle bacheche
- Titoli e descrizione dei PIN
- Titoli e URL dei post
- Alt tag delle immagini nel post
Spero di non aver dimenticato nulla.
Ora bisogna passare alla fase operativa:
- Ottimizza nome e descrizione profilo usando le parole chiave trovate
- Crea 5 bacheche che corrispondano alle categorie del tuo blog e cerca di matchare (ma che parola orrenda) con le Keywords trovate
- Cerca il titolo della bacheca nella barra di ricerca e salvaci dentro il primo Pin che esce , così Pinterest capisce meglio cosa stiamo facendo
- Cerca su analytics i tuoi cinque post migliori, per ognuno scrivi 5 titoli e cinque descrizioni contenenti la parola chiave
- Apri Canva e crea 5 pin per ogni articolo utilizzando le immagini che ci sono nel blog o le foto stock di Canva, inserisci un titolo, il nome del tuo sito e un invito a salvare il pin. Personalizza con i tuoi font e i tuoi colori.
- Apri il tool di pubblicazione di Pinterest e distribuisci i contenuti nel prossimo mese. Salvali nella bacheca più pertinente e ricordati di inserire gli URL dell’articolo.
- Prendi il più riuscito di questi Pin e mettilo come immagine in fondo all’articolo con una Call To Action semplice, tipo: “Se questo post ti è piaciuto salvalo sulla tua bacheca dedicata a [Keyword principale del tuo blog].
- Tra un mese controlla gli insight, riproponi gli argomenti che hanno funzionato di più variando foto e grafiche e aggiungi le tue pubblicazioni più recenti.
Quando ti ingarelli bene bene puoi fare anche dei caroselli, delle infografiche, dei minivideo (riciclando qualche stories di Instagram). Vanno moltissimo i tutorial, check list, le frasi motivazionali.
Tra tre mesi mi chiami che mi devi un caffè.
Il risultato non è garantito ma è molto probabile se la ricerca delle parole chiave su cui sono ottimizzati Pin, Bacheche e Profilo è stata fatta come si deve. Se punti sulle Keyword sbagliate rischi di andare a vuoto per un po’, finché non scopri cosa funziona. Se vuoi aumentare le tue chance o vuoi semplicemente levarti questa parte un po’ nerd c’è il pacchetto Start tra i miei servizi
La creazione dei contenuti mensile, una volta che ingrani e con qualche aiuto da parte della AI, potrebbe prenderti un paio di pomeriggi al mese. Che è tempo prezioso ma sicuramente di meno di quello che passi su Instagram. Il risultato ripaga lo sforzo ma se vuoi occuparti solo della creazione dei tuoi contenuti e preferisci delegare puoi avvalerti dei miei servizi con il pacchetto Medium.
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